mercoledì 8 aprile 2015

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER VIAGGIATORI


Viaggiando in giro per il mondo mi è capitato di sperimentare svariate situazioni “difficili”. 
Ecco quindi un piccolo "manuale di sopravvivenza" basato su situazioni che mi sono realmente trovato ad affrontare.

Come fare quando arrivate in albergo alle 2 di notte e per una serie di disguidi la vostra agenzia di viaggio ha cancellato la prenotazione per la vostra stanza e quella stanza è già stata rivenduta?
Negate di avere mai cancellato la stanza (tecnicamente è vero, è stata l’agenzia a farlo, non voi), dopodiché fate comparire nei vostri occhi il “killer istinct” lasciando intendere che nel vostro bagaglio portate un campionario di armi di distruzione di massa e che siete prontissimi ad utilizzarle. Potete essere sicuri che vi verrà offerta la suite presidenziale allo stesso prezzo della micro-camera che avevate prenotato.

Come fare quando vi presentate in un albergo che non vi ha mai mandato la conferma della vostra prenotazione ed è al completo?
Mostrate il foglio con la vostra richiesta di prenotazione coprendo accuratamente con il pollice la scritta “To be confirmed” e minacciate di richiedere danni milionari se non vi verrà data la vostra stanza. Dopodiché chiudetevi accuratamente a chiave nella stanza che vi verrà assegnata e attendete di udire le urla del poveraccio che,  pur avendo ricevuto la conferma della stanza, sarà costretto a passare la notte sul divano quando scoprirà che la sua stanza è stata occupata da qualcun altro (voi).

Come fare quando nel fare la prenotazione avete indicato come data di check-in quella del giorno prima dell’effettivo arrivo e al momento di pagare il conto vi addebitano anche il “no-show” del giorno precedente?
Assumete un’aria da angelo innocente e affermate con assoluta sicurezza che voi non potete certamente avere fatto tale errore ma piuttosto si sarà trattato di un errore di trascrizione della vostra prenotazione.

Come fare quando, da incalliti fumatori, avete fumato in una stanza “no-smoking” e al momento di saldare il conto vi vogliono fare pagare il “costo di decontaminazione”?
In questo caso è necessario partire premuniti. Utilizzate il vostro computer e la vostra stampante per preparare un tesserino che vi indichi come “Socio Fondatore della Lega Anti-Tabacco”. Mostrate tale tesserino fasullo al banco dell’albergo spergiurando che sicuramente qualcun altro si è introdotto nella vostra stanza per fumare e che anzi avreste voluto voi stessi protestare per l’orribile odore di fumo.
Cosa fare se il costo della vostra stanza include la continental breakfast e vi siete invece sbafati tutto quanto offerto dal buffet dell’american breakfast?
Fate finta di niente; è molto probabile che il cameriere non se ne accorga. Il vostro stomaco invece se ne è accorto, eccome.

Cosa fare se perdete il vostro volo di ritorno a casa?
Telefonate in albergo, fatevi ridare una stanza e godetevi una bella cena e una bella serata senza altri pensieri.

Vincenzo Sangiorgio

martedì 7 aprile 2015

UN GIRO IN TRAM PER ROMA - Parte 9

Siamo scesi dal 3 a Piazza Buenos Aires, che per tutti i romani è Piazza Quadrata, per salire sul 19 la cui linea prosegue fino al Vaticano. Prima di salire sul 19, però, ci facciamo un giro nel quartiere Coppedè, forse il luogo più insolito di tutta Roma.

Imbocchiamo quindi Via Tagliamento per girare poi subito a destra su Via Dora, non prima però di avere dato un'occhiata, alla nostra sinistra, al Piper Club, il locale mito degli anni '60, quello dove si esibirono i migliori cantanti e gruppi italiani, ma anche molti stranieri, dell'epoca. Ma al Piper, più di ogni altro, è legato il nome di Patty Pravo, la ragazza del Piper per antonomasia

Il

Il Quartiere Coppedè prende il nome dall'architetto Gino Coppedè che lo progettò intorno al 1915 seguendone poi la realizzazione fino alla sua morte nel 1927.

L'ingresso al quartiere è caratterizzato, proprio all'inizio di Via Dora, da un grande arco che unisce due palazzi.

L'arco di Via Dora
Il lampadario in ferro battuto
Il quartiere, è costituito da 18 palazzi e 27 palazzine ed edifici vari e si articola intorno a Piazza Mincio dove sorge la Fontana delle Rane.
Risultati immagini per quartiere coppedè
Fontana delle Rane
Tutto il quartiere è caratterizzato da un'atmosfera quasi magica, non a caso tre villini sono denominati Villini delle Fate.
Villino delle Fate
Un altra immagine del quartiere
La particolarissima atmosfera del quartiere ha fatto sì che numerosi registi vi ambientassero scene dei loro film. In particolare va citato Dario Argento, che vi ha ambientato due delle sue più famose pellicole, L'uccello dalle piume di cristallo e Inferno.

Vincenzo Sangiorgio


    

mercoledì 18 marzo 2015

UNA SPECIALITA' ROMANA


In attesa dell’eclissi di sole del 20 marzo 2015 che precede di un giorno l’arrivo della primavera, se siete in visita a Roma potete già da ora provare i tipici carciofi alla  Giudia.

E’ proprio nella zona del ghetto di Roma che nasce e ancora si mantiene viva la tradizione della cucina ebraico – romanesca Kosher.

Durante una passeggiata in questo quartiere vale la pena fermarsi e gustare il croccante carciofo alla Giudia, servito caldo è una vera specialità!


Di seguito la ricetta:

Pulite i carciofi delle foglie verdi tagliando anche il torso fino al bianco, poi inciderli a spirale, partendo dal torso verso le cime, in modo da eliminare tutta la parte coriacea. Friggete i carciofi, salati, con molto olio: devono galleggiare. Togliere dopo venti minuti: si aprono a forma di rosa. Rimetterli in padella nell’olio a fuoco fortissimo per un paio di minuti, e infine farli scolare su una teglia bucata. Servirli ben caldi.

Noemi Guida
St. John Villa Bed and Breakfast - Roma

domenica 15 marzo 2015

OFFERTA PISOLO RESORT - A SANREMO PER LA CLASSICISSIMA

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Milano/Sanremo "Classicissima Ciclismo" 

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Pisolo Resort Sanremo

mercoledì 11 marzo 2015

UN GIRO IN TRAM PER ROMA - Parte 8


Ripartendo dalla zona del Verano, si svolta subito a sinistra imboccando Viale Regina Elena, viale che attraversa la zona universitaria-ospedaliera sorta tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo.
Appena si imbocca Viale Regina Elena, sulla destra si trova il palazzo dell'Istituto superiore di sanità.
L'ISS, allora denominato Istituto di sanità pubblica, venne ufficialmente istituito nel 1934. I lavori di costruzione dell'edificio principale, opera dell'architetto Giuseppe Amendola e finanziati dalla Rockefeller Foundation, erano cominciati nel 1931.
Dall'istituto dipendevano originariamente quattro laboratori; malarialogia, biologia, chimica e fisica.
La sede del laboratorio di fisica, allora denominato Ufficio del radio, si trovava distaccata, in Via Panisperna. Fu il laboratorio dove lavorarono i famosi Ragazzi di via Panisperna, Enrico Fermi, Rasetti, Segrè, Amaldi, Bruno Pontecorvo, fratello del regista Gillo e fuggito in Unione Sovietica nel 1950, Ettore Majorana, misteriosamente scomparso nel 1938 mentre si recava in traghetto da Napoli a Palermo.
Fu nel laboratorio di Via Panisperna che vennero gettate le basi per la costruzione della bomba atomica che per la realizzazione delle centrali nucleari.

Sulla sinistra invece si trova il lato posteriore della città universitaria de La Sapienza.
L'Università di Roma La Sapienza è la più grande d'Europa, non considerando le università telematiche, con oltre 120000 iscritti. E' una delle più antiche d'Italia essendo stata istituita nel 1303 da papa Bonifacio VIII con il nome di Studium Urbis, nome che ancora appare nel simbolo dell'università. Il nome attuale deriva dal Palazzo della Sapienza, dove nel Seicento papa Alessandro VII pose la sede.
La sede attuale, realizzata in stile razionalista italiano e i cui lavori di costruzione furono pianificati dall'architetto Marcello Piacentini venne inaugurata nel 1935.
L'ingresso principale della Città Universitaria situato su Piazzale Aldo Moro, già Piazzale delle Scienze
Veduta aerea del 1938 della Città Universitaria
Proseguendo, dopo l'incrocio con Viale dell'Università si ha sulla destra l'ospedale odontoiatrico Georche Eastman, e sulla sinistra il complesso del Policlinico Umberto I, il secondo più grande ospedale pubblico d'Italia. La sua costruzione iniziò nel 1883 e venne completata dopo una ventina d'anni. Poche degli edifici originari sono ancora esistenti, la maggior parte sono stati ricostruiti nel secondo dopoguerra.

Al termine del complesso del Policlinico, dopo Piazza Sassari, Viale Regina Elena diventa Viale Regina Margherita, una strada costeggiata principalmente da edifici costruiti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo in concomitanza con l'espansione dell'area urbana di Roma ormai capitale d'Italia. Nel tratto compreso tra Piazza Sassari e Via Nomentana e nelle immediate adiacenze sorgono numerosi villini di pregio realizzati nel secondo decennio del XX secolo da Marcello Piacentini e da suo padre Pio. Uno di questi, posto  quasi all'incrocio con Via Nomentana, è sede dell'ambasciata dell'Arabia Saudita. Sono comunque numerosi gli edifici di interesse architettonico che fiancheggiano Viale Regina Margherita e le piazze che si aprono lungo il suo percorso, alcuni anche di epoca più recente come il palazzo dell'Istituto Gregorio Mendel realizzato tra il 1952 e il 1953 in stile modernista.

Arrivati in Piazza Buenos Aires, che nessun romano chiama così e, anzi, di cui pochi sanno il vero nome dato che per tutti è Piazza Quadrata, scendiamo dal 3 per salire sul 19 per l'ultimo tratto del nostro percorso. Ma prima di proseguire ci concederemo una passeggiata nel quartiere Coppedè, forse la zona più insolita di tutta Roma. Ma ne parleremo la prossima volta

Abbiamo finora percorso circa 8,5 km.

Vincenoz Sangiorgio
St. John Villa Bed and Breakfast - Roma

Link alla parte 7

venerdì 6 marzo 2015

APPENNINO RITROVATO

APPENNINO RITROVATO

 B&B COSTALTA - località Costalta 67 - Compiano (PR)

I due Gemelli del Monte Penna - La "vera storia" dei due Gemelli: Taro e Ceno







I due Gemelli del Monte Penna

06 Marzo 2015 | Sentieri, Storie

La "vera storia" dei due Gemelli: Taro e Ceno
Il Monte Penna è il simbolo dell'Appennino Ligure-Emiliano. Alto "soli" 1735 metri s.l.m., il Penna ha però una maestosità particolare, data dalla conformazione della vetta e dai monti attorno che sembrano elevarlo rispetto al paesaggio circostante. Il nome del monte pare che derivi da Pen, dio delle foreste e delle vette per i Celti Liguri. Pare che tale culto diede origini a molti toponimi, tra i quali appunto Monte Penna, Monte Penice e in generale a tutto l'Appennino.  Una delle leggende più conosciute che riguardano il Penna è quella del Taro e del Ceno; fra le varie versioni, io preferisco quella del maestro Giannino Agazzi. “I due Gemelli” Tratta dalla pubblicazione “L’Anima di Una Montagna”. Sul Monte Penna, all’ombra della ciclopica roccia del Pennino riposavano, in epoca antichissima, due gemelli: il Taro e il Ceno. ...Continua a leggere...

Il mulino "a torre" - Un edificio ritrovato in una foresta incantata

Il mulino "a torre"

05 Marzo 2015 | Mulini, Architetture, Sentieri

Un edificio ritrovato in una foresta incantata
Machu Picchu.. in Alta Valtaro - Un altopiano...  nascosto fra le pieghe del TaroArrivarci non è difficile: la strada asfaltata più vicina è a soli 200 metri... ma pochi saprebbero dirvi dov'è anche se abitano a poca distanza. L'antico mulino appare come per magia fra piccole cascate, grossi massi scuri e una fitta vegetazione.  Il mulino, che deriva acqua da un piccolo rio, ha alle sue spalle un laghetto artificiale, che serviva da riserva d'acqua per macinare nei periodi di siccità. I due begli archi al piano terreno suggeriscono che il mulino sia nato con ruote interne a cucchiai, poi sostituite dalla ruota verticale esterna. A stupire è lo sviluppo in altezza del fabbricato: sembra quasi una torre difensiva. Al mulino si accedeva dal piano più alto, per poi scendere alla stanza delle due macine...  ...Continua a leggere...


Machu Picchu.. in Alta Valtaro

05 Marzo 2015 | Architetture, Storie

Un altopiano... nascosto fra le pieghe del Taro
Si passa in auto, risalendo il fiume Taro: un cartello indica una salita. Foppiano (comune di Bedonia) potrebbe essere una delle tante frazioni aggrappate sui ripidi versanti del fiume. Chi invece, incuriosito, prova ad affrontare la salita, troverà uno spettacolo sorprendente: un ampio altopiano, in cui un piccolo borgo è stato costruito su un'antica frana, staccatasi dal Monte di Tornolo e adagiatasi sul fondovalle.  Il paesaggio è di per sè affascinante, ma la vera sorpresa è l'interno del borgo. Le piccole abitazione accompagnano il visitatore lungo la stretta via principale. Un arco segna l'ingresso al "cuore" del villaggio. Una piccola corte (detta "dei Filiberti") faceva da luogo di aggregazione, per metà scoperta e per l'altra metà coperta da un tetto retto da un enorme tronco: qui sotto ci sono ancora un bel camino e un grande forno in pietra... ...Continua a leggere...
http://www.appenninoritrovato.it









mercoledì 4 marzo 2015

ROMA NELLE CANZONI - ROME IN THE SONGS

Alcune delle più famose canzoni su Roma
Some of the most famous songs about Rome

ROMA NUN FA' LA STUPIDA STASERA

ARRIVEDERCI ROMA

ROMA CAPOCCIA


PORTA PORTESE

BARCAROLO ROMANO