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venerdì 19 dicembre 2014

La via Francigena...... Lungo la strada dei Pellegrini in terra Parmense








B&B COSTALTA - località Costalta 67 - 43053 Compiano (PR)
tel. 0525/825269 - 348/5118531
prenotazioni@costalta.com
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La suggestione di questa strada è data dal ricordo di tutti quei pellegrini che passarono di qui per raggiungere Roma



Già a partire dall'anno Mille da tutta Europa pellegrini, mercanti ed ecclesiastici intraprendevano pellegrinaggi per visitare la tomba degli apostoli a Roma ed alcuni si spingevano fino alla Terra Santa, altri invece si dirigevano ad Ovest nella città di Santiago de Compostela dove si trovano le spoglie dell'apostolo Giacomo. Il pellegrinaggio a Santiago assumeva un significato particolare a quell'epoca, poiché si pensava che proprio in quel luogo finisse la terra.
Uno degli itinerari di pellegrinaggio più antichi è quello tramandato in un quaderno di viaggio dall'Arcivescovo di Canterbury, Sigerico, nel 990-994 ed è conosciuto come Via Francigena o Via Romea, nomi che stanno ad indicare rispettivamente la partenza e il punto di arrivo del percorso. Il tratto tosco-emiliano della Via Francigena è stato per secoli l'itinerario più agevole e frequentato, ponte tra la mitteleuropa e i luoghi della cristianità.
Di questo tratto tosco-emiliano suggeriamo il percorso che interessa il territorio della provincia di Parma. Da due diversi punti di partenza, Fidenza e San Pancrazio, la via Francigena si unifica all'altezza della cittadina di Fornovo di Taro, per giungere poi al valico appenninico della Cisa e, da qui, guadagnare, attraverso la Lunigiana, la costa tirrenica.
Ripercorrere oggi l'antico tracciato consente di rivivere le arcane emozioni di un tempo, visitare importanti testimonianze del romanico mediopadano, ma, nel contempo, osservare opere d'arte, monumenti e luoghi di epoche successive che, nei secoli, hanno arricchito questa terra.
L'intero percorso è stato opportunamente dotato, a cura dell'Amministrazione Provinciale, di segnaletica stradale e di appositi "segnavia" per i tratti da percorrere a piedi o a cavallo. Tutte le località indicate sono comunque comodamente raggiungibili anche con l'auto. Apposite pubblicazioni, promosse dall'Amministrazione Provinciale, forniscono informazioni più dettagliate.

giovedì 11 dicembre 2014

UN GIRO IN TRAM PER ROMA - Parte 2

Il percorso di oggi
Dopo esserci guardati intorno a Piazzale Ostiense, saliamo finalmente sul 3 e ci accomodiamo per goderci il viaggio.
Superata Porta San Paolo, il tram imbocca Via della Piramide Cestia, un viale alberato che ci porta fino a Piazza Albania, dove si erge il monumento a Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, l’eroe nazionale albanese. Il monumento venne realizzato nel 1940, dopo l’occupazione italiana dell’Albania.
Dopo Piazza Albania si imbocca Viale Aventino, che corre nella sella che divide il colle Aventino vero e proprio, sulla sinistra, dal cosiddetto Piccolo Aventino, sulla destra.

L’Aventino è il più meridionale e distaccato degli originari Sette Colli, della Roma antica. Inizialmente abitato essenzialmente da plebei, divenne in epoca imperiale sede di residenze patrizie che vennero completamente distrutte durante il sacco di Roma da parte dei Goti di Alarico.
Oggi l’Aventino è di nuovo sede di abitazioni molto eleganti. Vi si trovano numerosi luoghi di interesse come il Giardino degli Aranci, da cui si gode uno dei più bei panorami di Roma, la Basilica di Santa Sabina del V secolo, una delle chiese paleocristiane meglio conservate in assoluto, e il priorato dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Osservando dal buco della serratura del cancello del giardino del priorato si inquadra perfettamente la cupola di San Pietro.

Le abitazioni che sorgono oggi sul Piccolo Aventino (Rione San Saba) non presentano l’eleganza di quelle dell’Aventino vero e proprio. Esse furono infatti costruite all’inizio del XX secolo dall’Istituto Case Popolari per la piccola borghesia impiegatizia. La posizione defilata dell’area ha fatto sì che San Saba sia diventato una specie di piccolo e tranquillo paese all’interno della città, valorizzandone enormemente le abitazioni, spesso ancora possedute dai discendenti dei primi proprietari.

Passato l’Aventino, si arriva a Piazza di Porta Capena dove si incrociano, sulla destra, il Viale delle Terme di Caracalla e, sulla sinistra, Via del Circo Massimo e Via dei Cerchi. Di fronte, invece, vi è Via di San Gregorio in fondo alla quale si erge maestoso l’Arco di Costantino.
Questo incrocio è uno dei più spettacolari e ariosi di tutta Roma. Sulla destra, dal lato del Viale delle Terme di Caracalla si erge l’imponente palazzo della FAO, mentre sulla sinistra, compreso tra Via dei Cerchi e l’omonima via, si trova il Circo Massimo. A fianco del Circo Massimo, sull’altro lato di Via dei Cerchi sulle pendici del Palatino, sono poi visibili i resti dei Palazzi imperiali.

Il Circo Massimo e, sullo sfondo, i Palazzi Imperialo
("Palatine Hill Rome Panorama from Circus Maximus" di Chris 73 - 
Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons)
Il Circo Massimo è stato probabilmente il più grande luogo per giochi mai costruito. Lungo 621 metri e largo 118,  sulle sue tribune potevano trovare posto fino a 250000 spettatori. Le prime installazioni mobili in legno furono realizzate probabilmente sotto il re Tarquinio Prisco, nel VI secolo a.C.. Le prime installazioni fisse risalgono invece al IV secolo a.C.. La costruzione assunse poi la sua forma finale, con la costruzione dei sedili in muratura, sotto Giulio Cesare e poi Augusto. Sulla spina centrale si trovavano due obelischi, di cui il secondo installato nel iV secolo d.C., che oggi si trovano rispettivamente  in Piazza del Popolo e davanti a San Giovanni in Laterano. Il Circo Massimo rimase in attività fino alla metà del VI secolo d.C., quindi per oltre un millennio. Oggi sono rimasti solo pochi resti murari ma la sua grandiosità è perfettamente riconoscibile nel grande spazio tutt’oggi usato per spettacoli e manifestazioni di varia natura. Vi si sono svolti, ad esempio, i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia ai Campionati del Mondo di calcio del 2006.
Vi si svolgevano prevalentemente corse equestri con carri trainati da quadrighe, di cui gli antichi romani erano grandi appassionati e sui cui scommettevano cifre molto considerevoli.
Sul lato nord del circo Massimo, sulle pendici dl Palatino, si trovano i Palazzi Imperiali che esprimono tutta la potenza e la ricchezza dell’antica Roma. Fu già Augusto a destinare quest’area a residenza imperiale aggregando alcune preesistenti abitazioni private. Il complesso raggiunse poi la usa forma pressoché definitiva sotto Domiziano, alla fine del I secolo d.C.. Alcune delle stanze utilizzate da Augusto Era diviso in una parte pubblica, destinata a mostrare a tutti la potenza e lo sfarzo dell’impero, e una privata.
E’ interessante notare che il termine “palazzo”, “palatium” in latino, deriva proprio da Palatino e venne utilizzato per la prima volta da Tacito per indicare il complesso degli edifici imperiali, entrando poi nell’uso comune per indicare qualsiasi edificio rilevante.
Da non perdere: all’ora del tramonto recatevi in Via del Circo Massimo, nel punto più alto e osservate i Palazzi Imperiali tingersi di fuoco. E’ uno delle viste più suggestive di Roma.

Palazzo della FAO
Sull’altro lato della piazza di Porta Capena si trova il palazzo sede della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Il palazzo venne progettato in epoca fascista per essere sede del Ministero per l’Africa Italiana (già ministero delle colonie) da Cafiero e Ridolfi, uno dei maestri del Razionalismo italiano. Il palazzo era ancora incompiuto all’epoca dell’armistizio dell’8 settembre 1943 e i lavori ripresero solo nel 1947. Nel frattempo la destinazione dell’edificio fu mutata, ritenendosi di farlo diventare sede del Ministero delle Poste. Nel 1952, dopo che Roma era stata designata come sede della FAO, il palazzo, dopo essere stato ulteriormente allargato, venne affittato all’ONU alla cifra simbolica di 1 dollaro USA all’anno da pagarsi anticipatamente. Il palazzo FAO gode del privilegio dell’extra-territorialità.

Fino all’inizio di questo secolo, di fronte al palazzo della FAO si trovava la Stele di Axum, un gigantesco obelisco del IV secolo ritrovato frantumato in tre tronconi dai soldati italiani impegnati nella guerra di conquista dell’Etiopia nel 1935. Trasportato a Roma e riparato, venne posto di fronte al palazzo per rimarcarne l’utilizzo.
La Stele di Axum poco tempo dopo il suo posizinamento a Roma
Dopo numerose polemiche, anche di natura giuridica, l’obelisco venne restituito all’Etiopia. Smontato nel 2002 e spedito nel 2005, dal 2008 si trova nuovamente eretto ad Axum
L'obelisco eretto nuovamente ad Axum
("Rome Stele" di Ondřej Žváček - Opera propria.. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons)
Breve digressione storica.
Al contrario di quasi tutti gli altri stati africani, l'Etiopia vanta una identità statale plurimillenaria. Il primo regno di cui si abbiano notizie certe è appunto quello di Axum, sorto tra il V e il I secolo a.C..
Il termine etiope, comunque, si trova già nell'Iliade e nell'Odissea per indicare le popolazioni di quella parte d'Africa.
L'Etiopia è inoltre il primo stato ad avere usato la croce cristiana come simbolo sulle monete, intorno al 300 d.C.

Finora abbiamo percorso poco più di 1300 metri. Il seguito alla prossima parte.

Vincenzo

lunedì 8 dicembre 2014

UN GIRO IN TRAM PER ROMA - Parte 1


Un modo inusuale di scoprire Roma è quello di farlo con il tram, utilizzando le linee 3 e 19, Queste due linee hanno un tracciato che in parte si sovrappone e la cui combinazione ripercorre per il 75 % circa quella dell’antica linea Circolare che fu in esercizio dal 1930 al 1975. La Circolare racchiudeva ad anello tutto il centro di Roma. Il percorso che si può fare oggi parte da Piazzale Ostiense ed arriva a Piazza Risorgimento, accanto al Vaticano.
Questo giro vi porterà a vedere non solo alcuni dei monumenti più famosi di Roma ma anche alcuni angoli meno noti ma non per questo meno interessanti. Per goderlo al meglio la cosa migliore è farlo in un giorno festivo quando il traffico è scarso e, dentro al tram, ci si può comodamente sedere per osservare ciò che ci passa a fianco.

In arancione il percorso della linea 3, in verde quello della linea 19
Partenza
                                                                        
Il capolinea della linea 3 si trova in Piazzale Ostiense, di fronte alla fermata Piramide della linea B della metropolitana e alla stazione della ferrovia Roma-Ostia (o Roma-Lido).

Nota Gennaio 2018: il capolinea della linea 3 è stato nel frattempo ripristinato nella sua posizione originaria alla Stazione Trastevere. Dalla Stazione Trastevere il 3 percorre Viale Trastevere per poi girare a destra su Via Girolamo Induno e poi Via di Porta Portese. Una volta attraversato il Tevere su Ponte Sublicio, il tram imbocca Via Marmorata passando sotto l'Aventino, sulla sinistra, e a fianco di Testaccio per poi raggiungere Porta San Paolo.

In realtà il capolinea del 3 dovrebbe trovarsi presso la stazione di Trastevere ma. tra questa e Piazzale Ostiense, sono necessari alcuni lavori di sistemazione dei binari, lavori ancora in corso di progettazione (?) ormai da anni. D’altra parte Roma ha una storia lunga quasi 2800 anni, cosa significherà mai una decina di anni in più o in meno? Lo stesso infatti succede regolarmente con la costruzione delle linee della metropolitana.

Ben diversi erano i tempi di costruzione ai tempi degli antichi Romani. La Piramide Cestia (o Piramide di Caio Cestio), l’edificio che più di tutti caratterizza Piazzale Ostiense venne infatti costruita, nel 12 a.C.,  in soli 330 giorni perché tali furono le volontà testamentarie di Caio Cestio Epulone, di cui la piramide costituisce il sepolcro, un ricco romano che decise di seguire la sontuosa moda proveniente dall’Egitto, da poco, nel 30 a.C., divenuto provincia dell’impero. Gli eredi di Cestio, nel timore di perdere l’eredità si affrettarono a costruire il monumento funebre, tant’è che pare che abbiano impiegato alcuni giorni di meno. Questo fatto è ricordato nell’iscrizione scolpita su un fianco della piramide “opus absolutum ex testamento diebus CCCXXX, arbitratu (L.) Ponti P. f. Cla (udia tribu), Melae heredis et Pothi l(iberti)”.
La Piramide Cestia e Porta San Paolo
La Piramide Cestia da il nome a tutta la zona circostante. Qualsiasi ufficio, negozio, ristorante o locale si trovi nei dintorni, per un romano si trova infatti “a Piramide”.
Sul retro della piramide, con ingresso in Via Caio Cestio, vi è il cimitero acattolico dove sono sepolti i poeti inglesi Keats e Shelley, del figlio di Goethe e di Antonio Gramsci.

Piazzale Ostiense è separato dall’adiacente Piazza di Porta San Paolo dall’omonima Porta San Paolo, una selle più antiche porte di Roma, risalente al III secolo d.C,, epoca di costruzione delle Mura Aureliane. La porta è stata notevolmente rimaneggiata nel corso dei secoli ed ospita al suo interno il museo della via Ostiense. All’angolo tra Piazza di Porta San Paolo e Via Marmorata si trova il palazzo delle Poste, uno degli esempi più significativi dell’architettura razionalista italiana degli anni ’30 del XX secolo, opera di Adalberto Libera e Mario De Renzi.

Porta San Paolo fu teatro dell’omonima battaglia che vide contrapposte, nel corso della II guerra mondiale,  le forze dell’esercito italiano a quelle tedesche subito dopo la comunicazione, l’8 settembre 1943, dell’avvenuto armistizio tra l’Italia e gli Alleati. A ricordo di questo episodio, su piazzale Ostiense si trova il monumento “Tutti potenziali bersagli”, inaugurato il 25 aprile 1995, in memoria di tutte le vittime del nazismo e del razzismo. I fondi per la realizzazione di questo monumento sono stati raccolti con una colletta pubblica, terzo caso a Roma dopo i monumenti dedicati a Giordano Bruno e a Walter Rossi.

Tutti potenziali bersagli
Come abbiamo scritto più sopra, il capolinea del 3 si trova di fronte alla stazione della ferrovia Roma-Ostia. A dimostrazione che i tempi lunghi nella costruzione delle opere pubbliche non sono una prerogativa solo dei nostri giorni, ma sono ormai, a Roma, una consuetudine da svariati decenni, diremo che il primo progetto della ferrovia risale al 1868, quando Roma  faceva ancora parte dello Stato Pontificio, mentre l’inaugurazione vi fu nel 1924, all’inizio del periodo fascista. Il definitivo completamento, con l’inaugurazione del doppio binario e l’elettrificazione, avvenne poi nel 1925. Come termine di paragone, ricordiamo che il progetto della Transiberiana, lunga oltre 9000 km e che attraversa una delle aree più inospitali di tutto il pianeta, fu consegnato nel 1887, i lavori iniziarono nel 1891 e la linea iniziò il suo esercizio nel 1903 per essere completata nel 1916.

Sempre su Piazzale Ostiense si trova il palazzo dell’ACEA, l’azienda municipalizzata per l’elettricità e l’acqua, costruito nel 1960.

Guardando sul fondo di Via delle Cave Ardeatine, che fiancheggia il palazzo dell’ACEA, si vede la facciata della stazione Ostiense, che si trova su piazzale dei Partigiani. La stazione Ostiense, dall’imponente facciata in travertino bianco, venne costruita nel 1938 in occasione della visita di Hitler a Roma.

Ci sarebbe ancora molto da aggiungere sugli immediati dintorni del capolinea del 3, ad esempio parlare del quartiere di Testaccio, uno dei cuori della vita notturna romana. Ma intanto abbiamo già scritto a lungo e non siamo ancora saliti sul tram.


Il seguito alla prossima puntata.

Vincenzo

mercoledì 12 novembre 2014

In giro per Roma - A tour around Rome


Le Terme di Caracalla - Baths of Caracalla

Lo scorso lunedì mattina ho accompagnato la signora Beth, una simpatica signora Texana che ora vive in Florida, cliente del B&B St. John Villa,  in uno splendido tour nel centro della Città Eterna.
Abbiamo iniziato con una passeggiata nel famoso mercato vintage di Via Sannio per comprare vestiti, borse e accessori in pelle.
Successivamente abbiamo preso la macchina direzione Piazza San Giovanni, passando abbiamo visto il palazzo del Laterano, la Scala Santa e l’Obelisco egizio dietro la Basilica.
Abbiamo continuato il nostro tour per le Terme di Caracalla, uno dei più grandi bagni pubblici dell’antica Roma, poi siamo arrivate alla Piramide di Caio Cestio, abbiamo attraversato Porta San Paolo e, percorrendo via Marmorata, siamo arrivate al Colle Aventino dove abbiamo visitato l’idilliaco Giardino degli aranci per fare qualche foto panoramica. E qui non poteva mancare la spettacolare veduta della cupola di San Pietro dalla serratura del portone presso la Piazza dei Cavalieri di Malta.
Dopo questa rilassante passeggiata, abbiamo ripreso la macchina per fare un giro intorno al Circo Massimo, l’antico stadio dove i Romani facevano le corse a cavallo con i carri.
Dopo aver attraversato il Tevere da ponte Garibaldi siamo arrivate al quartiere di Trastevere per vedere l’antica chiesa di Santa Maria in Trastevere.
Infine abbiamo deciso di mangiare qualcosa di tipico in un ristorante nei pressi di Piazza Navona per dare uno sguardo anche all’architettura Barocca Romana.

La guida del tour
Noemi

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Last Monday morning I accompanied Beth, a nice lady from Texas now living in Florida, hosted at the St. John Villa B&B, to have a wonderful tour in the center of the Eternal City.
We started from Via Sannio Market one of the famous Vintage Market in Rome, to buy leather clothes, bags and accessories.
Than we took the car to St. John Lateran Square, we gave a look to the Palace, the Holy Steps and the Egyptian Obelisk behind the Basilica.
We continued our tour to the Baths of Caracalla, the second largest Roman public bath, and arrived to the Pyramid of Caius Cestius, then we crossed the St. Paul Gate, and trough Via Marmorata, we arrived to the Aventine Hill where we visit the idyllic Orange Trees Garden to take some panoramic photos. Then we enjoyed the stunning view of the St. Peter’s Dome through the keyhole of the gate in the Knights of Malta Square.
After this relaxing walk, we went with the car around the ancient Roman chariot racing stadium, the Circus Maximus.
We crossed the Tiber on Garibaldi bridge and arrived to the Trastevere district to look the medieval Church of St. Mary in Trastevere.
At the end, we decided to have lunch in a typical Italian restaurant in Navona Square to look the Baroque Roman architecture.

Tour Guide

Noemi